L’analisi di benchmark è un processo complicato che buona parte delle aziende più grandi utilizza per tenere traccia delle performance dei competitor e impostare i propri obiettivi di business da raggiungere.

Vorresti applicarla anche tu alla tua impresa, ma ti appare troppo complesso? Se stai lavorando ad un business, soprattutto se digitale, potresti averla già fatta senza accorgertene.

In questo articolo tuttavia ti spiegheremo come fare un’analisi di benchmark a regola d’arte.

INDICE

 

  1. Analisi di Benchmark: cos’è e perché è fondamentale
  2. Gli step per realizzarla
    • Analizza i processi interni
    • Decidi su cosa basare il tuo Benchmark
    • Individua le metriche chiave
    • Ricerca e raccogli solo dati concreti
    • Fai tesoro e applica ciò che hai imparato
  3. Cosa succede dopo?
    • Fai test e aggiorna i benchmark
  4. I tool da usare
    • Similarweb
    • SEMrush
  5. Analisi di Benchmark: conclusioni

Analisi di benchmark: cos’è e perché è fondamentale

L’analisi di benchmark è una metodologia di indagine che serve alle imprese per confrontarsi con gli altri attori presenti sul mercato.

Nello specifico, tale attività consiste nell’identificare e comprendere i punti di forza e i punti deboli delle altre imprese per poi adattare le conoscenze acquisite in modo intelligente e creativo al proprio business per migliorare la performance.

Non devi però limitare l’indagine solo al tuo settore di mercato, infatti, nonostante questo approccio non sia completamente errato, non è consigliato, poiché anche da aziende che operano in settori molto diversi dal nostro possono esserci interessanti spunti di riflessione.

L’analisi di benchmark effettua quindi una comparazione del proprio business rispetto a quello dei competitor e dei maggiori player del mercato, basandosi soltanto su una serie di parametri oggettivi.

Il primo passo da fare? Analizza il tuo stesso business e traccia uno schema della situazione attuale.

Comprendere i propri errori e apprendere quali sono le aree di miglioramento è un passaggio fondamentale per essere competitivi sul mercato.

Un’analisi ben fatta, infatti, ti permette di capire che cosa non funziona del tuo business in modo da poterlo migliorare basandoti sull’ottimizzazione delle attività già svolte in passato.

Ma fai attenzione, l’intento dell’analisi di benchmark non è assolutamente quello di copiare gli altri!

Analisi di benchmark: gli step per realizzarla

La struttura di un processo di analisi di benchmark dipende molto dalla grandezza dell’azienda stessa, tuttavia, ci sono dei punti dai quali non si può prescindere.

Se sei una startup o una piccola impresa, ecco le attività necessarie per creare una buona e produttiva analisi di benchmark.

 

Analisi di benchmark – 1. Analizza i processi interni

Inizia scomponendo tutti i processi della tua azienda. Poniti domande, anche scontate. Ad esempio, “In che modo acquisisco nuovi utenti?”, “Come faccio lead nurturing?”, “Come faccio ad incentivare i clienti a fare più di un acquisto?”.

Per fare questo devi avere una conoscenza capillare della tua impresa, quindi soffermati anche su ciò che già pensi di sapere.

Come diceva qualcuno, repetita iuvant!

 

Analisi di benchmark – 2. Decidi su cosa basare il tuo Benchmark

Step numero due, creare il piano di lavoro per il tuo studio di benchmarking. Hai già provveduto ad identificare i tuoi competitor o i business ai quali vuoi ispirarti? Ora non ti resta che decidere come andare a studiarli e che tipo di dati analizzare.

Puoi leggere casi studio sull’azienda in questione, interviste al CEO, raccogliere quante più informazioni possibili utilizzando tool per misurare il traffico del sito web (semrush o similarweb, ad esempio), oppure puoi scegliere di darti un periodo di tempo, 1 mese, e seguire le loro attività su tutti i canali su cui sono presenti per entrare nel loro funnel di conversione e analizzarlo dall’interno.

 

Analisi di benchmark – 3. Individua le metriche chiave

Ci sono molte metriche (tutte diverse tra loro) in grado di misurare il successo, specialmente quando parliamo di digital marketing.

Un determinato business, ad esempio, potrebbe avere la sua metrica chiave in corrispondenza del rapporto tra il traffico sul sito e il totale delle vendite.

Un’altra azienda, forse addirittura dello stesso settore, notando che gli utenti con un’alta retention ma con un carrello medio basso generano più guadagni rispetto a quelli che hanno un carrello medio-alto ma acquistano con meno frequenza potrebbe decidere di misurare il successo delle sue attività con una metrica che traccia la retention dei suoi utenti.

Ora pensa ai tuoi competitor:

  • Su quali metriche si basano?
  • Come puoi trarne vantaggio?

 

Analisi di benchmark – 4. Ricerca e raccogli solo dati concreti

Questa è la parte più importante di tutto il processo. In questo stage, stai raccogliendo prove e dati a supporto della tua tesi riguardo ai tuoi competitor.

Come già anticipato, puoi raccogliere dati da più fonti: casi studio, interviste, analisi dei dati e tutte le altre risorse che possono aiutarti ad avere chiaro il quadro della situazione dei tuoi competitor.

 

Analisi di benchmark – 5. Fai tesoro e applica ciò che hai imparato

Ora che sai quali passi fare per far salire di livello il tuo business, puoi iniziare ad implementare le procedure che ti aiuteranno a far crescere la tua azienda.

Ricorda che questa può essere una strategia a lungo termine. Non aspettarti risultati entro i primi giorni dall’implementazione.

Analisi di benchmark: cosa succede dopo

Analisi di benchmark – 6. Fai test e aggiorna i benchmark

Come nel growth hacking, ciò che funziona per un’azienda non necessariamente funzionerà per un’altra.. Anche se una particolare tecnica o un processo hanno portato risultati interessati ad un altro business dello stesso settore, non necessariamente funzionerà per te.

Il tuo obiettivo dovrà essere quello di testare le strategie che credi ti aiuteranno a migliorare il tuo business e solo dopo aver raggiunto dei risultati soddisfacenti in fase di testing potrai procedere all’implementazione definitiva.

Analisi di benchmark: i tool da usare

Abbiamo parlato di quanto sia importante avere dati concreti a supporto della tua analisi di benchmarking. Di seguito trovi un paio di tool che possono tornarti utili.

 

SIMILARWEB

Questo potentissimo strumento ti dà la possibilità di analizzare un sito web o una app, per capire effettivamente come sta performando sul mercato sulla base di una serie di dati in loro possesso. Ad esempio, puoi ottenere:

  • Rank di traffico Globale e Nazionale
  • Categoria “merceologica”
  • Durata media di una visita
  • Pagine per visita
  • Bounce Rate
  • Visite per Nazione
  • Sorgenti di traffico
  • Siti Referrals
  • Siti di destinazione
  • Interessi del pubblico medio
  • Competitor
  • App Mobile correlate

Fanne buon uso e, incrociando i dati in possesso con altri da diverse fonti, potrai ottenere delle informazioni molto interessati!

Attenzione però: nella versione gratuita viene mostrato solo lo storico degli ultimi mesi (3 per il web, 1 per le app mobile).

 

SEMRUSH

Semrush è un tool principalmente utilizzato da chi fa SEO e SEM e che può eventualmente fare al caso tuo per le analisi di benchmarking! Tratta molte più informazioni rispetto ai suoi simili e in maniera più tecnica e difficile da interpretare, al contempo però ti permette di avere una visione molto più completa del tuo competitor. Ecco alcuni dei dati che puoi reperire:

  • Traffico organico e a pagamento
  • Quanti e quali backlink puntano al sito
  • Ads sui motori di ricerca attualmente attivi
  • Keyword sulle quali è posizionato

Analisi DI benchmark: conclusioni

In questo articolo hai imparato come l’analisi di benchmark può aiutarti ad avvicinare e superare gradualmente i tuoi competitor sfruttando una maggiore visione sul livello di competizione del mercato.

Ora che hai appreso i vari step per un’analisi di benchmark efficace, ci auguriamo che tu possa farne buon uso per migliorare le metriche della tua azienda!